Marzo comicia con la partenza del mio quasi marito verso lande sconosciute: in quei di Melfi, per essere precisi. Qualcuno mi ha detto che si trova in Basilicata, non mi fido e controllo su Google maps. Avevano ragione.
Per quanto tempo staremo lontani? E chi lo sa, uno, due, tre mesi forse! La Fiat si sa, è una gran burlona, e non ama comunicare in modo chiaro coi dipendenti, dice: << Domani tu, tu e tu – puntando loro il ditino – partirete in trasferta >>. In questo periodo la trasferta, per gli omini in tuta blu, appare come un’oasi nel deserto: << Ma… allora qualcosa si sta muovendo, la domanda è arrivata! Ragazzi c’è richiesta, la catena ripartirà alla stessa velocità di prima! Andiam andiam andiamo in trasferta… >>.
<< Ehooo… – una voce si alza dal coro – questo significa che firmeremo un contratto a tempo indeterminato?>>, chiede speranzoso un operaio. Gli omini dal colletto bianco non credono alle proprie orecchie: << Chi osa?>>. << Io signore, matricola 123 stella signore! Precario dal 2006 signore!>> <<Tu? Tu forse non hai capito povero apprendista della catena di montaggio, ringrazia don Merchionne per ciò che hai avuto fin’ora, che forse al ritorno dalla trasferta farete tutti una luuunga vacanza>>.
*Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale.