Che di cose da dire ce ne sarebbero, ma la voglia di scherzare non so dove sia finita.
Che “la vita va avanti” comunque, ma il pensiero di quasi 300 morti, mi immobilizza.
Giorni passati davanti alla tv e si che si è stanchi di vedere terrore e disperazione nei volti di chi, suo malgrado, viene ripreso, ma è impossibile distogliere lo sguardo, cambiare canale, avere voglia di distrarsi.
Tra qualche anno ricorderò il terremoto in Abruzzo, come a volte mi è capitato di ricordare quello in Umbria e (spesso) quello in Irpinia. E se di quest’ultimo ho solo l’idea (avevo appena compiuto un anno) di noi quattro che dormiamo in macchina, del primo ricorderò per sempre una madre che grida “Claudia” sperando in un cenno dalle macerie.
Per Claudia e per tutti gli altri.
Ciao Mel ….hai ragione …il tempo passera’ e tutto andra’ nel dimenticatoio …come sempre
Anche io ricordo il terremoto del’80 …un po’ mglio perche’ avvo 5 anni e ricordo che tutti correvano in strada e gridavano …….
Io ero passata per augurarti buona Pasqua e per lasciarti un bacio .
Chissa’ che Pasqua sara’ per quelle povere persone a cui il terremoto ha devastato case e famiglie ……
ciao Mel
a presto
kicca
Io confido nell’intelligenza e nell’amore degli abruzzesi per la loro terra. A tutto il resto, credo poco…